{"id":3384,"date":"2021-05-10T09:00:00","date_gmt":"2021-05-10T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ellycode.com\/?p=3384"},"modified":"2021-05-11T21:31:15","modified_gmt":"2021-05-11T19:31:15","slug":"unintelligenza-artificiale-trasparente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ellycode.com\/it\/blog-en\/unintelligenza-artificiale-trasparente\/","title":{"rendered":"Un\u2019Intelligenza Artificiale trasparente"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle ultime settimane, lavorando alla <a href=\"https:\/\/ellycode.com\/it\/blog\/intelligenza-artificiale-e-accesso-ai-dati-sfida-accettata\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">multicanalit\u00e0 con cui vogliamo esporre Elly<\/a>, \u00a0mi sono tornati alla mente due episodi che hanno cambiato completamente la mia visione del futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo risale alla mia vita universitaria subito dopo la laurea, quando mi sono iscritto come studente-lavoratore al corso di laurea specialistica sull\u2019intelligenza artificiale. Era il lontano 2003, nella mia mente a breve avremmo avuto macchine volanti e droni che portano a spasso il cane, anche se lavoravamo ancora con Windows XP e Microsoft aveva lanciato .NET solo l\u2019anno prima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emozionatissimo vado alla prima lezione di Intelligenza Artificiale, con la mia nuovissima copia di <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Intelligenza-artificiale-approccio-moderno-1\/dp\/8871925939\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Intelligenza Artificiale, Un Approccio moderno (Vol.1)<\/a>, testo ancora validissimo, tra l\u2019altro. Non potevo seguire tutti i corsi perch\u00e9 lavoravo, ma utilizzavo permessi e ferie per seguire quelli che mi appassionavano di pi\u00f9. Dopo una attesa snervante, in un&#8217;aula enorme con solo una ventina di studenti, vedo arrivare finalmente la docente del corso, una vecchia conoscenza del corso di Linguaggi, ormai prossima alla pensione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lascia la borsa sul tavolo, tira fuori un portatile che per l\u2019epoca aveva un suo perch\u00e9, e prova a collegare il cavo VGA al proiettore della sala. Dopo circa dieci minuti di infruttuosi tentativi, decide di rinunciare: si fa portare un proiettore per lucidi e estrae con un sorriso diabolico i lucidi della lezione. Il fatto che li avesse con s\u00e9 come backup mi fece pensare che non fosse la prima volta che lottava con un proiettore elettronico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sinceramente pensai che fosse un pessimo inizio, che come sempre l\u2019universit\u00e0 fosse lontana anni luce dalla vita reale, che i docenti fossero troppo anziani per insegnare materie cos\u00ec nuove e che forse avrei fatto meglio a studiare in autonomia fuori dagli orari lavorativi. Il tempo mi avrebbe insegnato quanto le mie considerazioni fossero superficiali, ma una cosa mi rest\u00f2 impressa: il commento della docente dopo aver sistemato il nuovo proiettore.&nbsp; Disse qualcosa del tipo:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><\/p><cite>\u201cVedete ragazzi, magari sono io incapace, ma <strong>finch\u00e9 la tecnologia non sar\u00e0 trasparente e alla portata di tutti, il suo vero valore sar\u00e0 sempre inespresso<\/strong>\u201d.<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A suo tempo mi parve solo una scusa, solo oggi ne colgo il vero senso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo episodio invece \u00e8 molto recente, e riguarda il mio impegno con l\u2019associazione no-profit <a href=\"https:\/\/www.faredigitale.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Fare Digitale<\/a>, con cui cerchiamo di dare il nostro contributo alla diffusione del digitale nella vita quotidiana, sensibilizzando tutti gli attori coinvolti e creando gruppi di lavoro verticali sulle tematiche che pi\u00f9 ci stanno a cuore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019ambito dell\u2019evento di lancio dell\u2019associazione, abbiamo invitato un po\u2019 di ospiti per parlarci del ruolo del digitale in Italia e di alcuni aspetti specifici che come associazione teniamo in forte considerazione. Tra questi, c\u2019\u00e8 stato il professore Carlo Mazzone, invitato proprio da me, conoscendo il suo impegno nell\u2019insegnamento nella scuola pubblica, che lo ha portato anche, pi\u00f9 che meritatamente, alle finali del <a href=\"https:\/\/www.globalteacherprize.org\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Global Teacher Prize<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In <a href=\"https:\/\/youtu.be\/Yiw86z9uTkM?t=2788\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">uno dei suoi interventi<\/a>, dice una cosa molto semplice, ma contemporaneamente molto affascinante:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><\/p><cite>\u201c<strong>Il digitale deve essere trasparente rispetto a quello che \u00e8 il proprio utilizzo<\/strong>, quando noi ci immaginiamo le citt\u00e0 del futuro, anche guardando un po\u2019 i film di fantascienza, ci immaginiamo questi enormi grattacieli, queste macchine che volano [&#8230;], <strong>io immagino una citt\u00e0 del futuro in cui non si vede che la citt\u00e0 \u00e8 nel futuro, mi immagino qualcosa di immerso nell\u2019ambiente<\/strong>, <strong>qualcosa di trasparente, dove per\u00f2 c\u2019\u00e8 tecnologia ovunque<\/strong>\u201d.<br><\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Confesso che per me \u00e8 stato un po\u2019 disarmante ascoltarlo, non perch\u00e8 abbia detto qualcosa di fuori dal mondo, ma perch\u00e9 ha fatto crollare un immaginario che non avevo mai messo in discussione, che unisce pragmatismo e valore in qualcosa di sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ux-e-trasparenza\">UX e trasparenza<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pensiamoci bene: User eXperience e trasparenza non sono, in fondo, la stessa cosa? Lo scopo dello studio della UX \u00e8 rendere facilmente utilizzabile una soluzione (hardware, software o di qualsiasi altro tipo) a determinate categorie di utenti. La trasparenza, come la stiamo intendendo qui, riguarda l\u2019abbattimento delle barriere, fisiche e non, nell\u2019uso della tecnologia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da questo punto di vista coincidono esattamente, e la possibilit\u00e0 di utilizzare la multicanalit\u00e0 nel poter usufruire di un servizio digitale \u00e8 perfettamente in linea con il desiderio di implementare entrambe: un&#8217;esperienza utente efficace per il proprio target attraverso la possibilit\u00e0 di usare il canale che si preferisce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questa ragione, quando abbiamo cominciato a progettare la dashboard del nostro prodotto, lo abbiamo subito visto come uno dei microservizi con cui poterlo utilizzare. Abbiamo subito immaginato di potervi accedere attraverso altri strumenti che i nostri potenziali utenti gi\u00e0 utilizzano, come Teams, Slack, Alexa, Siri, Cortana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immaginandoci questi scenari, i casi d\u2019uso possibili sono diventati tantissimi. L\u2019esempio di utilizzo durante una riunione, che facevo nell\u2019articolo precedente, si pu\u00f2 facilmente estendere a tanti altri momenti della quotidianit\u00e0. Se l\u2019obiettivo \u00e8 l\u2019accesso al dato di interesse, nella forma di interesse, nel momento in cui pu\u00f2 fare la differenza, non possiamo immaginare di avere sempre a disposizione la possibilit\u00e0 di lanciare un nostro client.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quante volte vi sar\u00e0 capitato di fare brainstorming nelle situazioni pi\u00f9 disparate e non avere sottomano le informazioni a supporto di una idea, che la invalidassero o la confermassero. E\u2019 proprio questo uno degli aspetti su cui ci stiamo concentrando, ed ecco perch\u00e8 l\u2019analisi e la comprensione del linguaggio naturale sono la chiave di volta: l\u2019interfaccia di comunicazione deve essere comune ed il linguaggio che usiamo continuamente \u00e8 sicuramente il miglior candidato.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni\">Conclusioni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per concludere, parafrasando l\u2019espressione \u201ctecnologia al servizio dell\u2019uomo\u201d, provando a dargli una connotazione pi\u00f9 verticale al nostro settore di interesse, possiamo definire il nostro obiettivo principale la ricerca di una <strong>intelligenza artificiale a supporto dell\u2019uomo: trasparente e human-friendly<\/strong>, per dare valore alle sue potenzialit\u00e0 nella collaborazione tra intelligenze artificiali e naturali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se volete scoprire come stiamo facendo, continuate a seguirci.<\/p>\n\n\n[et_pb_section global_module=\"1778\"][\/et_pb_section]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle ultime settimane, lavorando alla multicanalit\u00e0 con cui vogliamo esporre Elly, \u00a0mi sono tornati alla mente due episodi che hanno cambiato completamente la mia visione del futuro. 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