{"id":2982,"date":"2021-03-22T05:00:00","date_gmt":"2021-03-22T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ellycode.com\/?p=2982"},"modified":"2021-05-07T16:39:16","modified_gmt":"2021-05-07T14:39:16","slug":"scacco-matto-allintelligenza-artificiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ellycode.com\/it\/blog\/scacco-matto-allintelligenza-artificiale\/","title":{"rendered":"Scacco matto all\u2019Intelligenza Artificiale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019essere umano ha cercato di definire il suo rapporto con le macchine sin dalla loro apparizione; quando lo sviluppo e la diffusione dei computer \u00e8 diventata inarrestabile, \u00e8 subentrata a livello inconscio la paura che forse nel futuro ci avrebbero rimpiazzato, assumendo il controllo della nostra vita. Non deve sorprendere, quindi, che appena ce ne fu la possibilit\u00e0 si cominci\u00f2 a parlare di una sfida a scacchi tra un essere umano e un computer.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I giochi sono stati usati da sempre dalle societ\u00e0 umane come strumento per la crescita fisica, emozionale e mentale, ma nessuno \u00e8 riuscito a farlo come gli scacchi<\/strong>. Questo gioco \u00e8 una battaglia tra due menti, che richiede la voglia di competere e il desiderio di vincere usando il nostro cervello: pensare e allenarci a pensare in maniere differenti per adeguarci alla situazione che si presenta durante una partita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Garry Kasparov nel 1985, all\u2019et\u00e0 di 22 anni, era diventato il campione mondiale di scacchi battendo Anatoly Karpov, il mio idolo, dando inizio a un lungo regno che dur\u00f2 pi\u00f9 di un decennio. Poco prima di vincere il titolo, Kasparov aveva giocato in una simultanea contro trentadue macchine in grado di giocare a scacchi tra le pi\u00f9 forti al mondo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"719\" data-attachment-id=\"3008\" data-permalink=\"https:\/\/ellycode.com\/it\/blog\/scacco-matto-allintelligenza-artificiale\/attachment\/image02-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image02.png?fit=1254%2C880&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1254,880\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"image02\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image02.png?fit=1024%2C719&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image02.png?resize=1024%2C719&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-3008\" srcset=\"https:\/\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image02-1024x719.png 1024w, https:\/\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image02-980x688.png 980w, https:\/\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image02-480x337.png 480w\" sizes=\"auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rappresentante dell\u2019umanit\u00e0 vinse tutte le partite, anche piuttosto facilmente. Non fu una sorpresa: le macchine erano ancora troppo deboli. Dodici anni dopo, Kasparov si trov\u00f2 a&nbsp; combattere per la sua e la nostra sopravvivenza&nbsp; contro&nbsp; un solo computer in un match che il settimanale Newsweek defin\u00ec \u201cLa sfida definitiva dei cervelli\u201d, giusto per togliere ogni tipo di&nbsp; pressione al campione russo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"815\" height=\"1024\" data-attachment-id=\"3012\" data-permalink=\"https:\/\/ellycode.com\/it\/blog\/scacco-matto-allintelligenza-artificiale\/attachment\/image03\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image03.png?fit=1020%2C1282&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1020,1282\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"image03\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image03.png?fit=815%2C1024&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image03.png?resize=815%2C1024&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-3012\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-da-turing-a-deep-blue\">Da Turing a Deep Blue<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il computer Deep Blue era stato sviluppato dal settore ricerca della IBM a partire dagli anni 90 con il contributo del gran maestro di scacchi Joel Benjamin, che costru\u00ec il database delle aperture da dare in pasto alla macchina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ma cosa c&#8217;era di innovativo in questo progetto? Assolutamente nulla!<\/strong> Gi\u00e0 70 anni fa c\u2019era un grande dibattito tra i fondatori della AI sul tema degli scacchi. Turing nel 1952 aveva sviluppato un programma in grado di giocare a scacchi o, meglio, si limit\u00f2 a giocare\u00a0 una sola partita eseguendolo manualmente, istruzione dopo istruzione, dato che non esisteva ancora un computer in grado di eseguirlo. Nel 2012, quella macchina venne costruita nell\u2019ambito delle iniziative per ricordare Turing e gioc\u00f2 proprio contro Kasparov perdendo dopo poche mosse.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I padri fondatori della AI credevano che la maniera in cui le macchine dovessero giocare a scacchi fosse attraverso la comprensione della posizione e non attraverso la forza bruta di calcolo, ma ogni tentativo di raggiungere questo risultato fall\u00ec miseramente e ci si arrese quindi all&#8217;idea che la forza bruta fosse l&#8217;unica strada possibile. <strong>Nella sua seconda versione, Deep Blue\u00a0 era in grado di valutare 200 milioni di posizioni al secondo, ma dal punto di vista dell\u2019intelligenza artificiale era come una super sveglia elettronica<\/strong> o un qualsiasi dispositivo elettronico:\u00a0 un qualsiasi programma in grado di giocare a scacchi su uno smartphone di fascia media oggi sarebbe in grado di fare meglio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-sfida-con-kasparov\">La sfida con Kasparov<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00a0 furono due match tra il campione e Deep Blue. Il primo match inizi\u00f2 il 10 Febbraio 1996 e si concluse dopo sette giorni. Alla fine Kasparov vinse col punteggio di 4-2 ma tutti ricordano l\u2019esito della prima partita: Deep Blue vinse in 37 mosse: il dado era tratto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Kasparov ha ammesso diversi errori nella sua preparazione al match e oggi ritiene che fu del tutto inadeguata. Il principale fu che non tratt\u00f2 Deep Blue come un qualsiasi altro giocatore umano: quando si scontr\u00f2 con Karpov, ad esempio, sapeva tutto del suo avversario e in particolare conosceva tutte le sue partite giocate negli ultimi anni. Invece, in questo caso, non c&#8217;era nessuna partita giocata e documentata dalla macchina contro altri esseri umani. Era una scatola nera del tutto ignota all\u2019essere umano. IBM pieg\u00f2 le regole sancite nel contratto a proprio favore: una leggerezza da parte di Kasparov che poi gli fu letale nel 1997.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad esempio, l\u2019operatore umano di fronte a Kasparov era collegato attraverso un terminale a Deep Blue, che si trovava in una sala inaccessibile ai media e senza telecamere. <strong>Oggi sappiamo che Deep Blue crash\u00f2 diverse volte, perdendo cos\u00ec ogni possibile log delle sue attivit\u00e0\u00a0 durante quelle partite: fu necessario riavviarlo e fornire la posizione precedente<\/strong>.\u00a0 Se il nostro avversario durante\u00a0 una\u00a0 partita reale\u00a0 avesse un infarto, verrebbe portato in ospedale e noi vinceremmo la partita per forfait!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra il primo e secondo match, quello che era un semplice progetto di ricerca divenne una questione di vita o di morte per la multinazionale che si era trovata al centro dell\u2019attenzione mondiale. Gli investimenti furono ingenti e il secondo Deep Blue che si scontr\u00f2 con Kasparov\u00a0 era molto pi\u00f9 potente del primo: ancora una volta un avversario del\u00a0 tutto sconosciuto. Psicologicamente, il campione russo cominci\u00f2 a crollare, vedendo complotti ovunque: il risultato fu di 3-5 a 2-5 per la\u00a0 macchina.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-vero-risultato\">Il vero risultato<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da quanto abbiamo detto prima, il risultato non \u00e8 l\u2019aspetto pi\u00f9 importante. Era inevitabile che&nbsp; sarebbe arrivato presto il giorno in cui la potenza di calcolo bruta di una macchina avrebbe avuto la meglio su un campione&nbsp; di scacchi umano. Anche cambiando le condizioni al contorno, l\u2019attuale campione del mondo (Carlsen) non avrebbe nessuna chance contro un computer: il livello di precisione richiesto sarebbe troppo alto per un essere umano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"663\" data-attachment-id=\"3014\" data-permalink=\"https:\/\/ellycode.com\/it\/blog\/scacco-matto-allintelligenza-artificiale\/attachment\/image04\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image04.png?fit=1260%2C816&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1260,816\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"image04\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image04.png?fit=1024%2C663&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image04.png?resize=1024%2C663&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-3014\" srcset=\"https:\/\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image04-1024x663.png 1024w, https:\/\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image04-980x635.png 980w, https:\/\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image04-480x311.png 480w\" sizes=\"auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Deep Blue, nonostante la vittoria, non aveva fornito nessuna soluzione al mistero dell\u2019intelligenza umana: era \u201csolo\u201d riuscito a calcolare 200 milioni di mosse al\u00a0 secondo<\/strong>.\u00a0 Anche per questo motivo, grazie soprattutto alla diffusione di Internet, l\u2019essere umano ha continuato a giocare anche pi\u00f9 di prima a scacchi, nonostante le previsioni pi\u00f9 catastrofiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 una frase molto bella, pronunciata proprio da Kasparov, secondo cui dobbiamo superare le nostre paure se vogliamo ottenere il massimo dalla nostra tecnologia e, allo stesso tempo, tirare fuori il meglio della nostra umanit\u00e0. Non ci deve sorprendere, dunque, che il maestro russo, si lecc\u00f2 le ferite di quello scontro e torn\u00f2 a lavorare sul tema dell\u2019intelligenza artificiale applicata agli scacchi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua idea fu semplicemente geniale:<strong> invece di insistere a scontrarci con un computer, perch\u00e9 non giochiamo assieme, combinando le nostre forze, contro un\u2019altra coppia uomo-computer?<\/strong> Mettendo assieme l\u2019intuizione umana e la potenza di calcolo della macchina? A che scopo, vi chiederete? Abbiamo tutta la forza bruta di calcolo che ci serve. Pensate invece, solo per un attimo, a quante di quelle 200 milioni di mosse al secondo fossero del tutto inutili, pura spazzatura combinatoria. Se riuscissimo a guidare con la strategia umana la tattica della macchina, e con la nostra esperienza la memoria del computer, otterremmo risultati sicuramente migliori.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-legge-di-kasparov\">La legge di Kasparov<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1998, l\u2019idea si concretizz\u00f2 in un match chiamato Advanced Chess, dove i partecipanti erano&nbsp; Kasparov e Fritz-5 contro Topalov e ChessBase 7.0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"937\" height=\"1024\" data-attachment-id=\"3017\" data-permalink=\"https:\/\/ellycode.com\/it\/blog\/scacco-matto-allintelligenza-artificiale\/attachment\/image05\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image05.png?fit=1254%2C1370&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1254,1370\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"image05\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image05.png?fit=937%2C1024&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image05.png?resize=937%2C1024&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-3017\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I risultati di quel match non furono entusiasmanti ma anche in quel caso indicarono una nuova strada da percorrere che trov\u00f2 un motore di diffusione formidabile come Internet. Nel 2005 fu organizzato un torneo cosiddetto free-style secondo le stesse regole e l\u00ec ci fu una scoperta che \u00e8 il vero motivo per cui vi ho raccontato questa storia. Al torneo parteciparono diversi gran maestri e il meglio delle macchine in grado di giocare a scacchi ma i vincitori non furono n\u00e9 i gran maestri n\u00e9 un supercomputer. I vincitori furono una coppia di scacchisti dilettanti che operavano su una rete di 3 PC ordinari. L\u2019abilit\u00e0 di guidare le loro macchine ebbe la meglio&nbsp; sulla conoscenza scacchistica e potenza di calcolo degli avversari.&nbsp; Questo risultato&nbsp; ha dato spunto a&nbsp; quella che \u00e8 nota oggi come&nbsp; Legge&nbsp; di Kasparov:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>Un uomo \u201cdebole\u201d, pi\u00f9 una macchina, pi\u00f9 un processo migliore, sono superiori a una macchina molto pi\u00f9 potente lasciata da sola e, soprattutto, a un uomo forte, con una macchina e un processo inferiore.<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma cosa\u00a0 intendiamo qui per processo? Possiamo pensare ad esso come a un protocollo che stipuli come un operatore umano pu\u00f2 interagire con le macchine e supportarle. Come ci racconta Kasparov: <strong>\u201cAbbiamo bisogno di interfacce migliori che ci aiutino ad allenare meglio le nostre macchine verso una intelligenza pi\u00f9 utile\u201d<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Garry Kasparov&nbsp; ha raccontato la sua storia in un libro chiamato \u201c<a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8860445701\/ref=ppx_yo_dt_b_asin_title_o00_s00?ie=UTF8&amp;psc=1\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Deep Thinking<\/strong>: <strong>Dove finisce l\u2019intelligenza artificiale, comincia la creativit\u00e0 umana<\/strong><\/a><strong>\u201d<\/strong>, ve lo consiglio caldamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su YouTube, invece, troverete numerosi suoi interventi, ad esempio qui: <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/zhkTHkIZJEc?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;ma \u00e8 imperdibile la prima partita del match del 1996:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/PSe9Xth_uyY?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusioni\">Conclusioni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Supponiamo di trovarci di fronte un testo scritto in una lingua a noi sconosciuta e passiamolo\u00a0 a uno strumento di traduzione online. Sappiamo tutti che il risultato non sar\u00e0 perfetto ma useremo la nostra esperienza umana per estrarre un senso\u00a0 da quella frase. Questo \u00e8 un modello che si sta diffondendo sempre di pi\u00f9 anche perch\u00e9 la macchina, grazie a noi, pu\u00f2 imparare dai suoi errori. Basta ricordare sempre come un mantra che:<strong> \u201cle macchine\u00a0 eseguono calcoli, ma noi abbiamo la comprensione; le macchine seguono istruzioni ma siamo noi ad avere uno scopo; le macchine sono obiettive ma noi abbiamo la passione\u201d<\/strong>. E lo dico anche perch\u00e8 i futuri distopici hanno un po\u2019 stufato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Continuate a seguirci!<\/p>\n\n\n[et_pb_section global_module=\"1785\"][\/et_pb_section]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019essere umano ha cercato di definire il suo rapporto con le macchine sin dalla loro apparizione; quando lo sviluppo e la diffusione dei computer \u00e8 diventata inarrestabile, \u00e8 subentrata a livello inconscio la paura che forse nel futuro ci avrebbero rimpiazzato, assumendo il controllo della nostra vita. 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