{"id":2862,"date":"2021-03-08T05:00:00","date_gmt":"2021-03-08T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ellycode.com\/?p=2862"},"modified":"2021-03-08T09:33:54","modified_gmt":"2021-03-08T08:33:54","slug":"il-test-di-turing-e-il-gioco-dellimitazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ellycode.com\/it\/blog\/il-test-di-turing-e-il-gioco-dellimitazione\/","title":{"rendered":"Il test di Turing e il gioco dell&#8217;imitazione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alan Turing, considerato il padre dell\u2019informatica, \u00e8 stato il primo a ipotizzare una macchina programmabile e conseguentemente a porsi la domanda su fin dove ci si potesse spingere con l\u2019automazione, mettendo di fatto le basi per la nascita del concetto di intelligenza artificiale. Piuttosto che chiedersi se una macchina potesse essere intelligente, cosa complicata da formalizzare anche con gli essere umani, si chiedeva <strong>quanto una macchina potesse sembrare simile, dal punto di vista cognitivo, a un essere umano<\/strong>. Questo lo port\u00f2 a formulare nel 1950 il famoso Test di Turing.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il test \u00e8 molto semplice e prende spunto da un gioco chiamato \u201cgioco dell\u2019imitazione\u201d, che ha anche dato il titolo a un bel film sulla storia del contributo di Turing alla decifrazione dei messaggi della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Enigma\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">macchina ENIGMA<\/a>, che i tedeschi usavano per le comunicazioni durante la seconda guerra mondiale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n <span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/i0JY79_Kiww?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella sua <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Test_di_Turing\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">formulazione originale<\/a> il test prevede tre partecipanti, un uomo, una donna e una terza persona che non pu\u00f2 avere contatti con le prime due e alle quali pu\u00f2 fare una serie di domande per stabilire chi dei due \u00e8 l\u2019uomo e chi la donna. L\u2019uomo ha anche il compito di ingannare la terza persona per metterlo sulla cattiva strada, mentre la donna ha il compito di aiutarlo. Per evitare i contatti, le interazioni devono essere trasmesse in qualche modo, ad esempio dattiloscritte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il test \u00e8 stato poi riformulato nel tempo per renderlo pi\u00f9 affidabile, dato che in alcune circostanze anche semplici applicazioni evidentemente non intelligenti riuscivano a superarlo. \u00c8 il caso di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/ELIZA_(chatterbot)\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ELIZA<\/a>, un chatbot scritto nel 1966 da un informatico tedesco, che simula le domande di uno psicoterapeuta all\u2019inizio di un intervento psichiatrico, rielaborando le risposte stesse dell\u2019interlocutore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni caso, oltre ad essere molto interessante da un punto di vista storico, <strong>il test di Turing \u00e8 la chiave per comprendere cosa cerchiamo di fare oggi con l\u2019intelligenza artificiale: risolvere problemi di ottimizzazione e fornire un supporto in processi decisionali, non a creare una macchina pensante<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa precisazione \u00e8 importante, perch\u00e9 quando si parla di intelligenza artificiale si tende a pensare sempre a una macchina pensante, che abbia coscienza di s\u00e9, che possa prendere decisioni. Anche alcuni commenti al <a href=\"https:\/\/ellycode.com\/it\/blog\/unintelligenza-artificiale-piu-etica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">mio ultimo articolo<\/a> mi hanno dato conferma che c\u2019\u00e8 ancora questa strana idea in giro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019altra idea di cui ho sentito parlare \u00e8 che possa esistere un sistema onnisciente che dia risposte su qualsiasi dominio applicativo. Sarebbe sicuramente bello, ma ad oggi non \u00e8 cos\u00ec e forse dobbiamo sforzarci di ridimensionare le nostre aspettative. Verticalizzando le applicazioni, possiamo specializzarle nel domino che ci interessa, rendendole utili esattamente in quello che ci serve.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Ellycode stiamo puntando proprio a questo nella creazione del nostro assistente virtuale. Acquisite le richieste dell\u2019utente, la parte difficile viene subito dopo, quando dobbiamo dare un risposta all\u2019utente, <strong>che accettiamo possa essere poco precisa la prima volta, ma che possa imparare a rispondere meglio la prossima volta<\/strong>. Se ci pensate \u00e8 quello che succede anche con gli essere umani a lavoro, no? Si impara ogni giorno qualcosa di nuovo per essere pronti la prossima volta che serve.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie a questo approccio possiamo ottenere anche un altro risultato interessante: chiedere al nostro assistente virtuale di imparare come IO voglio certe informazioni. Se, come manager, chiedo a un mio assistente di estrarmi in un Excel dei dati, perch\u00e9 devo prendere una decisione di business e non ho le competenze per fare questa operazione di estrazione, quello che pu\u00f2 succedere e che i dati preparati non siano nella forma che mi serve. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Posso allora spiegare al mio assistente come rifare l\u2019operazione, dandogli indicazioni pi\u00f9 precise su quello che voglio. In questo modo sapr\u00e0 come prepararli anche la prossima volta che gli faccio una richiesta simile. Se per\u00f2 qualcun altro gli far\u00e0 una richiesta simile, potrebbe ancora sbagliare seguendo le mie indicazioni, semplicemente perch\u00e9 persone diverse possono avere esigenze differenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi, se invece di puntare a un sistema che possa tirare fuori informazioni in maniera generica, potessi insegnargli come pu\u00f2 farlo per ME, non sarebbe molto pi\u00f9 utile di un sistema generico che probabilmente non si adatta alle mie esigenze? La cosa interessante \u00e8 che \u00e8 pi\u00f9 semplice fare una cosa del genere che puntare a un sistema onnisciente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche in questo caso, comunque, il sistema non sar\u00e0 intelligente o pensante, ma sembrer\u00e0 avere l\u2019intelligenza necessaria ad aiutarmi a fare il mio lavoro. Se ci pensate <strong>\u00e8 come dire che la fallibilit\u00e0 rende intelligenti, cosa che, oltre a essere molto rincuorante per ognuno di noi, \u00e8 probabilmente la buona strada per creare strumenti utili<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" data-attachment-id=\"2887\" data-permalink=\"https:\/\/ellycode.com\/it\/blog\/il-test-di-turing-e-il-gioco-dellimitazione\/attachment\/microsoftteams-image-1\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/MicrosoftTeams-image-1.jpg?fit=3264%2C1836&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"3264,1836\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"MicrosoftTeams-image-1\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/MicrosoftTeams-image-1.jpg?fit=1024%2C576&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/MicrosoftTeams-image-1.jpg?resize=1024%2C576&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-2887\" srcset=\"https:\/\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/MicrosoftTeams-image-1-980x551.jpg?crop=1 980w, https:\/\/ellycode.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/MicrosoftTeams-image-1-480x270.jpg?crop=1 480w\" sizes=\"auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per ricordarci sempre di questo aspetto, abbiamo affisso in ufficio una delle pi\u00f9 belle frasi, a mio parere, proprio di Alan Turing:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>\u201cSe ci si aspetta che una macchina sia infallibile, non pu\u00f2 essere anche intelligente\u201d.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Direi che il suo pragmatismo mantiene la sua forza anche a distanza di anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Restate sintonizzati!<\/p>\n\n\n[et_pb_section global_module=\"1778\"][\/et_pb_section]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alan Turing, considerato il padre dell\u2019informatica, \u00e8 stato il primo a ipotizzare una macchina programmabile e conseguentemente a porsi la domanda su fin dove ci si potesse spingere con l\u2019automazione, mettendo di fatto le basi per la nascita del concetto di intelligenza artificiale. 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